WERDEGANG

seit 2015 pitzurra.com

seit 2017 bei pnn ag Redaktion & Referate

seit 2019 Resident artist TMAID journal

2017 Florenz Biennale "Erde" - Ausstellung

2016 Addis Abeba Ausstellung Galani Coffee

2006 - 2016 Zentrum für Reisemedizin Zürich

2014 MPH Ecole Pasteur Cnam Paris

2012 - 2013 Accademia delle Arti Orafe

2010 PhD Epidemiologie ETHZ

2006 - 2014 Offizin StV Grossraum Zürich

2008 Central Saint Martin's London GraphicDesign Kurzkurs

2006 Staatsexamen Pharmazie ETHZ

1999 Gymnasialmatura mit Latein

1996 Regiedebüt "Il terrore dell'Hotel"

1990 Redaktionsdebüt "Il Ficcanaso"

1981 Aufrechter Gang

RAFFAELA PITZURRA

 

Ingresso Artisti is a jewelry label founded by Raffaela Pitzurra in 2015. Her hand-made jewels have been awarded at Florence Biennale 2017.

 

Raffaela graduated from the Swiss Federal Institute of Technology in Zurich. After finishing PhD in travel medicine and epidemiology in 2010, she felt the urge to engage with her Italian roots and enrolled in the Accademia delle Arti Orafe in Rome. She has kept up her bi-profile in art and life-sciences for +10 years now.

 

Inspiration derives from lost planes, studying people wandering, in and outside of Zurich.

The label has been named "stage door" in Italian. Influences do come from theatre, Sardinian storytelling and independent film. Nature, people and contemporary contradictions form her preferred topics.

 

Italian creativity and quality are key for this work cast in Italy and polished in Switzerland.

 

Ingresso Artisti offers delicate stories of eclectic jewelry, that is rarely seen and aims at outstanding collaborations with people in arts and in science.

Cosa è Ingresso Artisti?

Ho fondato Ingresso Artisti nel 2015. Dopo il dottorato PhD in epidemiologia e malattie infettive del viaggiatore volevo tornare in Italia nel 2010 - eravamo in piena crisi economica. Una sera, dopo un colloquio, gironzolando per Roma, mi fermo in Via della Purificazione, dove si trova l'Accademia delle Arti Orafe. Ho deciso di proseguire un percorso altamente creativo e intuitivo per rendermi autonoma e avere un contrappeso o uno svago alla pura razionalità. Oggi il mio marchio si vuole come laboratorio di idee fatte a mano, col cuore che viaggia e una mente che riflette. Presento lavori di oreficeria, creati con la cera persa, fotografie scattate in strada e ritratti crudi e timidi, disegni ironici. Si possono mettere in una categoria, come un medicinale in un cassetto, per poi scoprire che un principio può avere tutt'altre proprietà, chissà, come fu per il Viagra!

 

Perchè il nome Ingresso Artisti?

Io non vengo da una famiglia di artisti, bensì scienziati. A priori voglio capire come funziona una cosa, poi c'è un mondo di storie e un'infinita passione per il cinema d'autore. A Parigi, dove ho fatto il master di sanità pubblica, ho scoperto un giorno che c'era una delle due copie della statua della libertà vicino all'entrata posteriore, non lontano anche una fonderia dove portavo le cere dopo i corsi. Le vite dei Pitzurra, anche degli scienziati, sono vite arzigogolate, comunque fatte di entrate laterali e salti mortali.

 

Vuoi lasciare il mondo accademico?

Il mondo scientifico-accademico è stato sempre con me, mio nonno era professore. Di giorno andava in istituto, di sera tardi dipingeva. L'ambiente e l'odore del suo atelier non lo dimenticherò mai. Lui e tutto il resto della mia famiglia è convinto che si debba seguire un mestiere serio e non correre dietro alle commissioni artistiche. Porto molto rispetto per il corpo umano, la medicina e il lavoro che comporta. Ma i tempi son cambiati tantissimo, e noi cambiamo con essi. Le biografie che mi ossesionano stranamente sono sempre quelle di artisti come Françoise Gilot, Consuelo de Saint-Exupéry, Mauro Manca, Lou Doillon, JR... il lavoro medico lo svolgo come servizio civile, aiuto dove sono chiamata ad aiutare, solo non chiedetemi di rendere il malato ancor più malato per far suonare la grancassa.

 

Dove ti situi?

Tra le arti applicate, i miei gioielli sono un prodotto di nicchia per persone di carattere forte e mente aperta, con un stile classico e sobrio. Per garantire la massima indipendenza e qualità vorrei essere il pizzico di sale in più per la persona che l'indossa. Credo che la persona possa essere giovane o di età maggiore, perlopiù con una carnagione diversa, da paesi anche con ricche tradizioni ancestrali. L'obiettivo ora sarebbe vendere 3 pezzi d'oro da collezione, poi per chi non se lo può permettere scelga l'argento o il bronzo che comunque escono in edizioni limitate. Non mi pare etico puntare sull'oro, il lusso o le masse, nel 2016 la parola d'ordine è differenziare! Magari Rania di Giordania, Hindi Zahra o Elisa Sednaoui ne portassero uno. Anche una professoressa di virologia come Ilaria Capua non sarebbe male, abbiamo sentito abbastanza che le scienze non sono chic, ho qualche collega medico che l'anello mio lo portano sempre, anche in laboratorio non sotto il guanto bensì con una catenella attorno al collo. Una cosa non esculde l'altra!

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